sexta-feira, 14 de maio de 2010

Cannabis terapeutica. Consegnata a malato da Asl Avezzano


droghe.aduc.it

Marco Di Paolo, 42 anni, di Cansano (L'Aquila), ex poliziotto e malato di sclerosi multipla, e' il primo italiano ad avere ricevuto marijuana gratis dalla Asl a scopo terapeutico, in virtu' di una sentenza del Tribunale di Avezzano (L'Aquila), basata sul rispetto dell'articolo 32 della Costituzione, che riconosce il diritto inviolabile alla salute.La consegna della sostanza e' avvenuta nella farmacia dell'ospedale di Sulmona alla presenza degli avvocati dell'uomo, Bartolo De Vita e Maria Teresa Saporito. 'E' una vittoria di tutte le persone che soffrono e che sono costrette, per inspiegabili posizioni ideologiche e politiche - ha detto Di Paolo - a fare a meno di un medicinale che si e' dimostrato, anche scientificamente, essere molto piu' efficace e conveniente dei farmaci attualmente in commercio in Italia'.Sulla vicenda e' intervenuto il farmacologo e direttore dell'Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, secondo il quale l'atto di dare marijuana ad un paziente e' 'fatto a scopo compassionevole e molto discutibile, perche' creera' confusione tra la gente'. 'Non ci sono dati che validino l'uso della marijuana come terapia per la sclerosi multipla - spiega Garattini - ne' pronunce dell'autorita' regolatoria. Quando si autorizza a dare della marijuana cosi', da fumare, bisognerebbe calcolare anche i danni di queste 'prescrizioni ingiuntive'.Questa pianta infatti e' cancerogena e tossica quando viene fumata, piu' del fumo di sigaretta'.L'istanza, presentata sette mesi fa, era stata accolta dal Tribunale nel febbraio scorso e oggi Di Paolo ha ricevuto la prima fornitura (270 grammi) che gli consentira' di curarsi per i prossimi tre mesi (tre grammi al giorno).Subito dopo il comitato 'Marco Di Paolo' - sorto a sostegno della battaglia legale portata avanti dall'ammalato - ha fatto partire una raccolta di firme per garantire l'accesso gratuito ai farmaci cannabinoidi da parte dei pazienti affetti da gravi patologie croniche come Sla, sclerosi multripla e ictus.La cura di marijuana costa circa 12 mila euro all'anno a paziente - che potrebbero diventare 5 mila euro se venisse prodotta in Italia - molto meno comunque dei farmaci convenzionali. 'La Regione Abruzzo - ha spiegato l'avvocato De Vita - spende molto e male per l'assistenza sanitaria ai pazienti con patologie neurologiche. La revisione del piano sanitario puo' essere l'occasione per riorganizzare il sistema di assistenza'. "Sono lieto che, pur a colpi di sentenze, l'ideologia venga spazzata via da evidenze scientifiche e cliniche. La persona deve essere sempre al centro dell'azione politica, senza pregiudizi". Cosi' il senatore del Pd Ignazio Marino commenta la somministrazione della sostanza a uso terapeutico di cannabis, avvenuta nell'ospedale di Sulmona a un paziente malato di Sclerosi multipla."Mi chiedo perche' dobbiamo pagare 12 mila euro una cura che ne costerebbe 5 mila, se solo si consentisse di coltivare in Italia lamarijuana a scopo terapeutico", aggiunge Marino."Da anni esistono farmaci derivati dalla cannabis e le ricerche sulla sclerosi multipla dimostrano che possiamo utilizzarli - precisa il senatore, che e' anche medico - sia nei trattamenti sintomatici che come prevenzione di danni maggiori. Usiamo dunque l'Istituto di farmaceutica militare per aiutare i 60 mila malati di sclerosi multipla italiani ai quali ogni anno si aggiungono 1800 nuovi casi. La legge attuale - conclude Marino - non aiuta le tante persone malate che potrebbero trarre beneficio dalla somministrazione attenta ed oculata dei cannabinoidi. Ignorare tanta sofferenza - dice - e' ipocrita e cinico." La novita' nella vicenda di Sulmona e' il fatto che un giudice abbia obbligato, con un provvedimento d'urgenza, un'azienda sanitaria locale a fornire gratuitamente, al di fuori di un trattamento ospedaliero, un medicinale particolarmente costoso a un paziente cronico affetto da una gravissima malattia degenerativa che versi nella condizione di non poter affrontare la spesa necessaria per l'acquisto di tali farmaci. Lo sottolinea il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi.'Non e' l'uso terapeutico di un farmaco a base di cannabis per un paziente affetto da sclerosi multipla, la novita' introdotta dal giudice del lavoro del Tribunale di Avezzano con l'ordinanza 2 febbraio 2010, oggi resa esecutiva con la consegna del prodotto dai sanitari dell'ospedale di Sulmona' fa notare Giovanardi ricordando che 'risalgono al 2007, i decreti ministeriali che, da un lato, inseriscono il THC, il principio attivo della cannabis, tra i medicinali della Tabella II allegata al testo unico in materia di sostanze stupefacenti, e dall'altro, disciplinano le operazioni di importazione di questi medicinali dai luoghi di produzioni situati in Paesi esteri dal momento che nessuna azienda farmaceutica ha mai intrapreso presso le nostre Autorita' sanitarie l'iter autorizzativo per immissione in commercio in Italia di farmaci che contengano tale principio attivo'.Chiarito questo Giovanardi chiede: 'e' giusto caricare sul Servizio sanitario nazionale il costo di una sorta di galenico industriale con riferimento al quale, a oggi, non esistono in letteratura, evidenze scientifiche di reale efficacia terapeutica e i cui presunti effetti terapeutici possono essere adeguatamente raggiunti con l'impiego di altri farmaci tradizionali meno costosi, senz'altro piu' sperimentati e di provata efficacia?'.

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